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25 febbraio 2009

Max Mara inaugura il nuovo Concept Store a Milano

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Il 28 Febbraio, in Corso Vittorio Emanuele, nel cuore della Milano dello shopping, Max Mara inaugura la nuova boutique, frutto del radicale restyling dello storico flagship.

Concepito come una scatola che dialoga con l’esterno, il nuovo spazio è dinamico e metamorfico: si inserisce in maniera fluida nell’ambiente circostante, accogliendone e direzionandone i flussi attraverso una sapiente suddivisione delle aree. Nasce da una idea concreta di architettura, ed esprime dimensioni differenti nei vari livelli che lo compongono. Lo shopping diventa così una esperienza multisensoriale, ambientata in uno spazio sorprendente e ludico.

Con i suoi 1400 metri quadri complessivi distribuiti su quattro piani, è questo il più grande progetto retail finora realizzato da Max Mara.
“La storia di Max Mara è legata ad una ricerca, creativa e industriale, di stampo pioneristico” dichiara il Dott. Luigi Maramotti. “Partendo dal design di moda, la nostra sperimentazione si è spinta fino alla esperienza complessa, e a volte immateriale, dello spazio di vendita.
Aprire questa struttura multiforme in un momento di grande discontinuità come quello odierno ha inoltre una valenza simbolica. Significa che il successo non può prescindere dal coraggio di ripensare il modo di relazionarsi con i propri clienti, cercando il più possibile di anticiparne i desideri”

Coordinato da Duccio Maria Grassi di Duccio Grassi Architects, il progetto si avvale del contributo di diversi esperti, competenti ciascuno in aree specifiche. Da sempre, Max Mara privilegia l’impegno collettivo al nome del singolo, la coralità dell’equipe alla individualità. Con la sua struttura di unicum composito, il nuovo negozio dà tangibilità architettonica a questo tratto saliente.

“La passione e il rispetto, in un reciproco atteggiamento critico, hanno dato forma ad un progetto ricco e complesso” spiega l’architetto Grassi. “Il risultato è stato la declinazione di un’avventura umana e progettuale nelle diverse forme, eleganti o sensuali, dell’universo Max Mara”.
Il percorso di fruizione ha una cadenza ritmica centrata sulla sorpresa, accentuata dal layout verticale. Linee pure e materiali organici contribuiscono a creare uno spazio tattile e visivamente articolato, ricco di contrasti propulsivi. Il legno è protagonista: rovere trattato a cenere, midollino e ipe lapacho proveniente dalle sedute di uno stadio argentino costruito duecento anni fa. A questo si accompagna il vetro trattato a foglia platino, puro e tagliente, e il metallo: lamiere ramate di ferro satinato a incrocio, esili strutture di acciaio inox lucido. Sparisce il bianco, in favore di tonalità calde, soffuse.

Il linguaggio del negozio Max Mara, così, appare totalmente rinnovato. “Ci siamo misurati con nuovi materiali e nuove soluzioni sperimentali” dice Dante Malagola di MODAR, l’azienda che ha realizzato l’arredo. “È stata una grande sfida: il risultato è unico”.
Dalla pelle di vetro dell’esterno, una scatola priva di infissi che dialoga con la strada, si accede al livello del pian terreno, quello dell’emozione e della visione. Qui il negozio è decostruito. L’osmosi con la strada è sottolineata dalle vetrine, e da un’area-palcoscenico.

“Si tratta di un epicentro funzionale alla presentazione di prodotti e collezioni mediante concept espositivi innovativi e tecnologici, che coinvolgeranno il pubblico attraverso nuove esperienze di consumo e conoscenza del prodotto" spiegano gli autori, gli architetti Migliore+Servetto.
Il piano ospita le collezioni di scarpe, borse, occhiali, profumi e accessori.

Una imponente scala elicoidale di rame brunito con interni di rovere caratterizza fortemente lo spazio col suo profilo incalzante e sinuoso, risultando l’elemento di più forte impatto visivo.
Il piano soppalco, livello della sensualità, del sogno, ospita il mondo Sportmax e Sportmax Code. Il primo piano, livello della misura e dell’eleganza, è invece diviso in due aree: una più ampia, di oltre 600 mq, dedicata al mondo Max Mara e ‘S Max Mara, con gli accessori coordinati; e una più intima e raccolta, pensata per la sposa.

Lo spazio è modulato dalla luce, cucita, dice il light designer Mario Nanni “su misura, con passione, come faccio in ogni mio progetto”.
Il quarto e ultimo piano, interrato, è in fine una vera e propria isola all’interno del negozio. Rappresenta il livello della naturalezza e della contaminazione: l’altro mondo architettonico e progettuale, caratterizzato da una diversa grammatica di
forme e materie: ruvide e urbane, ma sinuose. Battezzato The Basement, vi si accede attraverso una larga scala di pietra, ideale ingresso ad una stazione della metropolitana, e ospita le collezioni Weekend e il denim, insieme ad una selezione di oggetti di design e arredo, curata da Rossana Orlandi.

L’alterità e autonomia di questo spazio è sottolineata dalla diversa identità grafica. Logo e packaging sono opera di Paola Lenarduzzi di Studiopaola, che racconta “The Basement richiama le origini sperimentali e inventive di Max Mara. Graficamente abbiamo sintetizzato il concetto con due segni che contengono la scritta. Grigio e giallo sono i soli colori: il primo è il simbolo della forza, della statica, il secondo è espansivo, comunicativo, segnaletico e vitale”.
In tutte le aree del complesso, directory dettagliate informano non solo sulla divisione dei piani e la distribuzione delle collezioni, ma anche sulle attività del Gruppo Max Mara.

Un negozio-percorso, fatto di storie che si intrecciano e di altre che vivono in autonomia, e che vivificano lo spazio con flussi continui di energia.

Comunicato Stampa: Ad Maiora per Max Mara

3 commenti:

  1. hEy, mi hanno inserito la pubblicità, anche se non ho capito ancora bene il meccanismo...
    Un bacione e a presto
    xoxo
    Iole

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  2. Ho saputo che Max Mara è contestata dagli animalisti di tutto il mondo per il suo uso di pellicce animali nei cappotti. Perché questa azienda non fa una scelta giusta e di rispetto come hanno fatto molte altre? milioni di animali muoiono inutilmente ogni anno per questa moda di cui possiamo fare a meno!
    www.maxmaracampaign.net

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  3. é vero, ho visto anche io un filmato su internet di una protesta ieri alla loro sfilata:
    http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/videodallarete/video610.shtml

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